Regolamento

Aggiornato al D.M. n.139/2014.

INDICE
Art. 1  Applicazione del Regolamento


Art. 2  Attivazione della Mediazione


Art. 3  Scelta e nomina del mediatore


Art. 4  Comunicazioni del mediatore e sua sostituzione


Art. 5  Svolgimento della Mediazione e poteri del mediatore

Art. 6 Facoltà dell’AIMAC

Art. 7 Obblighi del mediatore

Art. 8  Rappresentanza

Art. 9  Altri procedimenti


Art. 10  Conclusione della Mediazione - Procedimento di Conciliazione

Art. 11  Accordo

Art. 12  Mancato accordo

Art. 13 Mediazione nell’azione di classe

Art. 14  Riservatezza

Art. 15  Costi

Art. 16  Esclusione di responsabilità


Art. 17  Ruolo del mediatore in altri procedimenti

Art. 18  Interpretazione e applicazione delle norme

Art. 19 Legge applicabile

Art. 20 Tirocinio Assistito


Allegato I Tariffe per il servizio di mediazione
Norme di comportamento per i mediatori

 ART. 1 APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO
Il presente regolamento (“Regolamento”) si applica alla procedura di mediazione a fini conciliativi (“Mediazione”) delle controversie che le parti intendono risolvere bonariamente, in forza di una disposizione di legge, dell’invito di un giudice o di una clausola contrattuale, ovvero per effetto di un accordo tra le parti al sorgere di una lite.
Il Regolamento si applica alle mediazioni amministrate dall’AIMAC in tutto il territorio nazionale. Le controversie internazionali sono soggette ad altro regolamento.

ART. 2 ATTIVAZIONE DELLA MEDIAZIONE
La parte di una lite che intende attivare la Mediazione può farlo compilando il modulo di richiesta predisposto dall’AIMAC e inviando una richiesta scritta in conformità al Regolamento.
La parte istante deve depositare, o spedire a mezzo raccomandata a/r, o notificare a mezzo UNEP o in forma elettronica - in questo caso con mezzo recante data certa e firma digitale - con l’invio all’indirizzo di posta elettronica certificata indicato da AIMAC, presso la segreteria generale dell’AIMAC la Domanda di Mediazione compilando l’apposito modulo predisposto dall’ AIMAC unitamente alla prova di avvenuto versamento dei diritti di segreteria.
La procedura di mediazione non avrà inizio in caso di mancato pagamento dei suddetti diritti di segreteria.

La qualificazione della natura e del valore della controversia spetta alla parte che attiva la procedura.
La richiesta deve contenere una breve descrizione della natura della lite, i riferimenti di tutte le parti coinvolte e, se nominati, degli avvocati che le rappresentano, e i recapiti delle controparti a cui inviare le comunicazioni. 

La Mediazione ha una durata non superiore a tre mesi dal giorno del suo avvio, salva la diversa volontà delle parti. Entro il 5° (quinto) giorno lavorativo successivo alla ricezione della domanda, l’AIMAC nomina un mediatore responsabile del fascicolo e comunica all’altra parte l’avvenuto deposito della richiesta di attivazione ai recapiti forniti. 
Se l’attivazione è richiesta per effetto di una disposizione di legge, di un invito del giudice o di una clausola contrattuale tra le parti, la Mediazione si considera attivata dal giorno del deposito della domanda della parte attrice.

La Mediazione e le comunicazioni tra tutte le parti potranno avvenire anche attraverso procedure telematiche, come sopra specificato.
La Mediazione avrà inizio soltanto dopo l’avvenuta sottoscrizione - ed invio all’AIMAC - ad opera del mediatore della dichiarazione di imparzialità di quest’ultimo.
La mediazione si svolgerà presso la sede dell’organismo; in ogni caso il luogo è derogabile con il consenso di tutte le parti, del mediatore e del responsabile dell’organismo.

ART. 3 SCELTA E NOMINA DEL MEDIATORE
Il mediatore, o il collegio dei mediatori, è scelto dall’AIMAC tra le persone inserite nei propri elenchi, consultabili anche sul sito www.aimacsolutions.com, tenendo in considerazione il luogo ove si svolge la procedura, specifiche competenze professionali così come previsto dal D.M. n. 145/2011, eventuali conoscenze tecniche o linguistiche e la disponibilità del mediatore.
L’AIMAC individuerà il mediatore, secondo quanto espresso al comma precedente, e più precisamente assegnando l’incarico secondo i criteri di seguito indicati:

a. i mediatori avvocati potranno svolgere qualsiasi incarico di mediazione; in ogni caso si terrà conto della loro eventuale specializzazione professionale e/o attività specialistica comunemente svolta; sarà operata distinzione tra civilisti e penalisti;
i mediatori commercialisti e/o ragionieri potranno essere incaricati per i procedimenti di mediazione afferenti contabilità e bilancio, cessione e/o affitto di ramo d’azienda, cessione e/o trasferimento di quote societarie, diritto societario in genere, contratti bancari, contratti finanziari e contratti assicurativi; in ogni caso si terrà conto della loro eventuale specializzazione professionale e/o attività specialistica comunemente svolta;
b. i mediatori tecnici (geometri, architetti, ingegneri, medici, giornalisti, linguisti, ecc.) potranno essere incaricati per i procedimenti di mediazione aventi ad oggetto questioni strettamente collegate alla loro competenza tecnica; potranno in ogni caso essere nominati co-mediatori o mediatori ausiliari in associazione a mediatori avvocati o mediatori commercialisti/ragionieri;
Se tutte le parti non comunicano eventuali obiezioni circa tale assegnazione, AIMAC conferma la nomina del mediatore.
Le parti potranno, soltanto di comune accordo, manifestare all’organismo la preferenza di un mediatore tra quelli presenti nelle liste dello stesso.


ART. 4 COMUNICAZIONI DEL MEDIATORE E SUA SOSTITUZIONE
Il mediatore comunica all’ AIMAC e alle parti qualsiasi interesse personale o economico connesso all’esito della Mediazione, e qualsiasi altra circostanza di cui è a conoscenza che potrebbe essere vista come implicante un conflitto di interessi (sia questo reale o apparente). 
AIMAC, sentite le parti, può sostituire il mediatore con un altro candidato a seguito di tale comunicazione, o in ogni altra circostanza in cui il mediatore comunichi di non poter prestare la propria opera.

ART. 5 SVOLGIMENTO DELLA MEDIAZIONE E POTERI DEL MEDIATORE
L’AIMAC fisserà il primo incontro tra mediatore e parti non oltre il 15° (quindicesimo) giorno dal deposito della domanda.
Il suddetto primo incontro si svolgerà nel rispetto del presente regolamento e in ragione delle esigenze delle parti e/o del caso concreto entro e non oltre il trentesimo giorno dal deposito della domanda.
La mediazione si svolgerà presso le sedi dell’AIMAC, indicate sul sito www.aimacsolutions.com, o in luogo diverso scelto dall’AIMAC e per il quale quest’ultima avrà ottenuto il consenso delle parti.
Il mediatore è libero di condurre la Mediazione nel modo che ritiene più opportuno, tenendo in considerazione le circostanze del caso, la volontà delle parti e la necessità di trovare una rapida soluzione della lite. Il mediatore non ha il potere di imporre alle parti alcuna soluzione. Il mediatore è autorizzato a tenere incontri congiunti e separati con le parti. 
Il mediatore può rilasciare proposte orali o scritte sulla soluzione appropriata della lite, su richiesta di parte e/o ex art. 7 D.M. n. 180/2010 ed ex art. 11 D.Lgs. n. 28/2010 e s.m.i..
Il mediatore, nei casi di cui all’art. 5 comma 1 bis del d.lgs. n. 28/2010, svolge l’incontro con la parte istante anche in mancanza di adesione della parte chiamata in mediazione ed all’esito del suddetto incontro rilascia il relativo verbale e la segreteria dell’Organismo può dichiarare chiuso il procedimento, così come disposto dal D.M. n. 145/2011.
Nelle controversie che richiedono particolari competenze tecniche l’organismo nomina uno o più mediatori ausiliari e/o esperti tecnici iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali. Gli eventuali consulenti tecnici verranno nominati dall’AIMAC in ragione della competenza tecnica, dell’iscrizione al registro presso il Tribunale ed in base alla vicinanza territoriale rispetto alla sede di svolgimento del procedimento di mediazione. I suddetti consulenti tecnici non potranno richiedere come compenso un importo superiore a quanto versato da una delle parti (istante o aderente) per il procedimento di mediazione, ed in ogni caso il suddetto importo sarà suddiviso equamente tra le parti oppure, a richiesta specifica dei partecipanti al procedimento, sarà possibile derogare alla suddetta equa ripartizione.
Al termine del procedimento di Mediazione, ad ogni parte, sarà consegnata scheda di valutazione del servizio, allegata in calce, la cui copia, completa delle generalità della parte ed i sottoscrizione, sarà trasmessa per via telematica al responsabile, con modalità che assicurino, con certezza, l’avvenuto ricevimento.
L’AIMAC riconosce e garantisce alle parti il diritto di accesso agli atti del procedimento di mediazione, custoditi in apposito fascicolo, registrato e numerato dal responsabile dell’organismo. Il suddetto diritto di accesso, è riconosciuto a ciascuna parte, soltanto per gli atti depositati in domanda, nelle sessioni comuni e per quelli depositati nella propria sessione separata.
Non sono consentite comunicazioni riservate dalle parti al solo mediatore eccetto quelle effettuate in occasione delle sessioni separate.

ART. 6 FACOLTA’ DELL’AIMAC
Ex art. 7 lett. c) del D.M. 180/2010 è facoltà dell’AIMAC di avvalersi delle strutture, del personale e dei mediatori degli altri organismi, con i quali abbia raggiunto a tal fine un accordo, anche per singoli affari di mediazione, nonché di utilizzare i risultati delle negoziazioni paritetiche, basate su protocolli di intesa, tra le associazioni riconosciute ai sensi dell’art. 137 del Codice del Consumo e le imprese, o loro associazioni, e aventi per oggetto la medesima controversia.
L’AIMAC può, allo scopo di agevolare l’attività dei propri mediatori, assegnare un termine entro cui le parti devono aderire.
L’AIMAC può, allo scopo di agevolare l’aggiornamento professionale dei propri mediatori convocare questi ultimi per la partecipazione obbligatoria al tirocinio ex D.M. 145/2011. In caso di mancata partecipazione e dopo due convocazioni del mediatore-tirocinante è facoltà dell’AIMAC di rescindere il contratto sottoscritto tra il mediatore e la stessa AIMAC, nonché cancellare il mediatore-tirocinante assente dalle proprie liste.
L'AIMAC può non dare seguito all'istanza di mediazione depositata se non accompagnata dalla prova del versamento dei diritti di segreteria così come da art. 2 del presente regolamento.
L’AIMAC potrà stipulare convenzioni e/o accordi e/o intese con Enti pubblici e/o privati, imprese pubbliche e/o private, e comunque con ogni altro soggetto cui riterrà opportuno, fermo restando e garantendo l’imparzialità dell’organismo e dei mediatori rispetto al procedimento di mediazione. Per le suddette convenzioni, accordi e/o intese l’AIMAC potrà applicare sconti alle proprie tariffe, sempre garantendo il rispetto dell’obbligo di imparzialità.

ART. 7 OBBLIGHI DEL MEDIATORE
1. Al mediatore e ai suoi ausiliari è fatto divieto di assumere diritti o obblighi connessi, direttamente o indirettamente, con gli affari trattati, ad eccezione di quelli strettamente inerenti alla prestazione dell'opera o del servizio; è fatto loro divieto di percepire compensi direttamente dalle parti.


2. Al mediatore è fatto, altresì, obbligo di: 


a) sottoscrivere, per ciascun affare per il quale e' designato, una dichiarazione di imparzialità secondo le formule previste dal regolamento di procedura applicabile, nonché gli ulteriori impegni eventualmente previsti dal medesimo regolamento;


b) informare immediatamente l'organismo e le parti delle ragioni di possibile pregiudizio all'imparzialità nello svolgimento della mediazione; 


c) formulare le proposte di conciliazione nel rispetto del limite dell'ordine pubblico e delle norme imperative;


d) corrispondere immediatamente a ogni richiesta organizzativa del responsabile dell'organismo.


3. Su istanza di parte, il responsabile dell'organismo provvede alla eventuale sostituzione del mediatore. Il regolamento individua la diversa competenza a decidere sull'istanza, quando la mediazione è svolta dal responsabile dell'organismo. 


ART. 8 RAPPRESENTANZA
Ciascuna parte può farsi rappresentare da una persona di propria scelta.
Alle persone giuridiche è richiesto di partecipare alla Mediazione tramite un rappresentante fornito dei necessari poteri per risolvere la controversia.
L’assistenza da parte di un avvocato è necessaria come da D.M. n. 139/2014.

ART. 9 ALTRI PROCEDIMENTI
Le parti, con riferimento alla controversia oggetto della Mediazione, si impegnano a non avviare alcun procedimento giudiziario , per l’intera durata della procedura, tranne nel caso in cui una delle parti ritenga che tale procedimento sia necessario per impedire il decorso di termini di prescrizione o di decadenza, o sia in altro modo necessario per preservare i propri diritti nel caso in cui la Mediazione non dia esito positivo.

ART. 10 CONCLUSIONE DELLA MEDIAZIONE – PROCEDIMENTO DI CONCILIAZIONE
La Mediazione si considera conclusa:

a. quando è raggiunto un accordo amichevole. In tal caso il mediatore forma processo verbale che contiene o al quale è allegato il testo dell'accordo medesimo, sottoscritto dalle parti.
b. nei casi di cui all’art. 5 comma 1 bis del d.lgs. n. 28/2010, in caso di mancata adesione della parte chiamata in mediazione, il procedimento è considerato chiuso ad esito del verbale di mancata adesione redatto dal mediatore secondo quanto disposto dal presente regolamento all’art. 5.
c. Quando non si raggiunge l’accordo tra le parti presenti e il mediatore forma processo verbale per mancata conciliazione.

Quando l'accordo non è raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione dopo averle informate delle possibili conseguenze di cui all'articolo 13 de d.lgs. del 28.10.2009. L'accordo raggiunto, anche a seguito della proposta, può prevedere il pagamento di una somma di denaro per ogni violazione o inosservanza degli obblighi stabiliti ovvero per il ritardo nel loro adempimento.
Se tutte le parti aderiscono alla proposta, si forma processo verbale che deve essere sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l'autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere.
Se la conciliazione non riesce, il mediatore forma processo verbale con l'indicazione della proposta e delle ragioni del mancato accordo.
Il verbale è sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l'autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere.
Nello stesso verbale, il mediatore dà atto della mancata partecipazione di una delle parti al procedimento di mediazione.
Il processo verbale è depositato presso la segreteria dell'organismo e di esso è rilasciata copia alle parti che lo richiedono.
Il mediatore può inoltre aggiornare la Mediazione affinché le parti possano analizzare specifiche proposte, raccogliere nuove informazioni o per qualsiasi altra ragione ritenuta idonea ad agevolare la continuazione del negoziato. La Mediazione può successivamente riprendere su accordo delle parti.

ART. 11 ACCORDO
Qualsiasi accordo raggiunto al termine della procedura redatto in forma scritta e firmato dalle parti, o in nome e per conto di esse, se non è contrario contenuto all'ordine pubblico o a norme imperative, è sottoscritto dalle parti e dal mediatore il quale certifica l'autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere.
Se è raggiunto un accordo amichevole al termine della procedura redatto in forma scritta e firmato dalle parti, o in nome e per conto di esse, se non è contrario contenuto all'ordine pubblico o a norme imperative, è sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati acquisendo efficacia di titolo esecutivo per l'espropriazione forata, l'esecuzione per consegna e rilascio, l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare , nonché per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. In tutti gli altri casi l'accordo è omologato su istanza di parte, previo accertamento della regolarità formale, con decreto del presidente del tribunale nel cui circondario ha sede l'organismo .
Se con l'accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall'art. 2643 c.c., per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. 
Nelle controversie transfrontaliere di cui all'articolo 2 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008, 2008/52/Ce, il verbale è omologato dal presidente del tribunale nel cui circondario l'accordo deve avere esecuzione. 

Il verbale di cui al comma 1 costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. 


ART. 12 MANCATO ACCORDO
Qualora non si pervenga a un accordo, il mediatore discute con le parti circa la possibilità di ricorrere a un’altra procedura di risoluzione della controversia. Su richiesta di parte, l’AIMAC attesta per iscritto:

  1. l’avvenuta attivazione della Mediazione;
  2. la mancata adesione, anche tacita, alla Mediazione;
  3. la conclusione della Mediazione.

ART. 13 MEDIAZIONE NELL'AZIONE DI CLASSE
Quando è esercitata l'azione di classe prevista dall'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni, la conciliazione, intervenuta dopo la scadenza del termine per l'adesione, ha effetto anche nei confronti degli aderenti che vi abbiano espressamente consentito.

ART. 14 RISERVATEZZA
Tutte le informazioni, gli appunti, le relazioni e altri documenti inerenti la richiesta di attivazione della Mediazione, o utilizzati durante la stessa, sono riservati.
I dati raccolti sono trattati nel rispetto delle disposizioni del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, recante “Codice in materia di protezioni dei dati personali”.
Il mediatore e qualsiasi altro collaboratore non possono essere obbligati a comunicare a chiunque quanto al punto precedente, a testimoniare o comunque a produrre elementi di prova riguardanti la Mediazione in qualsiasi procedimento giurisdizionale, arbitrale o di altra natura. 

Le parti e ogni altra persona presente alla Mediazione – inclusi gli avvocati e i consulenti – sono tenuti a mantenere la massima riservatezza e a non fare affidamento, o presentare come prova in qualsiasi procedimento arbitrale, giudiziale o di altra natura:

  1. opinioni espresse, suggerimenti o offerte fatte dalla controparte, o dal mediatore, nel corso della Mediazione;
  2. ammissioni fatte dalla controparte nel corso della Mediazione;
  3. la circostanza che una delle parti aveva o meno indicato la volontà di accettare una proposta di soluzione della lite fatta dalla controparte o dal mediatore.

La previsione della riservatezza non si applica se, e nella misura in cui:

  1. tutte le parti vi consentono;
  2. il mediatore è obbligato dalla legge a non applicare il principio di riservatezza;
  3. il mediatore ritiene ragionevolmente che esiste il pericolo concreto di un pregiudizio alla vita o all’integrità di una persona se la previsione della riservatezza è applicata;
  4. il mediatore ritiene ragionevolmente che esiste il pericolo concreto di essere soggetto a un procedimento penale se la previsione della riservatezza è applicata.

Fatti, documenti, informazioni e ogni elemento altrimenti ammissibili come prove in qualsiasi procedimento arbitrale, giudiziale o di altra natura, non divengono inammissibili a causa del loro utilizzo nell’ambito della Mediazione.

ART. 15 COSTI
Salvo diverso accordo, le spese amministrative e i costi della Mediazione da versare all’AIMAC, che includono l’onorario e le spese del mediatore, si dividono egualmente tra le parti, intesa come centro di interessi, secondo la tabella in vigore al momento dell’attivazione della Mediazione. 
Le spese di mediazione sono regolate secondo l’allegato I al presente regolamento. Il suddetto allegato costituisce parte integrante del regolamento.

ART. 16 ESCLUSIONE DI RESPONSABILITA’
Né l’AIMAC, né il mediatore e i loro assistenti o collaboratori sono responsabili di atti o omissioni riguardanti la preparazione, lo svolgimento o la conclusione della Mediazione, tranne il caso di dolo o colpa grave.

ART. 17 RUOLO DEL MEDIATORE IN ALTRI PROCEDIMENTI
Salvo diverso accordo scritto tra le parti, il mediatore non può svolgere la funzione di arbitro in un procedimento arbitrale connesso con la lite che costituisce l’oggetto della Mediazione.

ART. 18 INTERPRETAZIONE E APPLICAZIONE DELLE NORME
Il mediatore interpreta e applica le norme del Regolamento per la parte relativa ai propri doveri e responsabilità; si atterrà in ogni caso alle circolari, direttive e/o comunicazioni inviategli dall’AIMAC. Tutte le altre regole procedurali sono interpretate e applicate dall’AIMAC.

ART. 19 LEGGE APPLICABILE
La Mediazione è regolata e produce gli effetti stabiliti dalla legge applicabile in Italia. Per i procedimenti di Mediazione espressamente disciplinati da specifiche disposizioni di legge, il Regolamento si applica in quanto compatibile.

ART. 20 TIROCINIO ASSISTITO
L’AIMAC consente, ai mediatori iscritti nelle proprie liste, di effettuare il tirocinio assistito in forma gratuita ai sensi dell’art. 4 comma lett. b) del D.M. n. 145/2011.
Il suddetto tirocinio sarà svolto dai tirocinanti assistendo in ogni biennio a venti “sedute di mediazione”. Per “sedute di mediazione” si intende qualsiasi fase (iniziale, finale o intermedia) del procedimento svolta dal mediatore con presenza di una o più parti.
Saranno validi ai fini del tirocinio anche gli incontri di mediazione che si concluderanno con una mancata adesione.
Per la partecipazione al tirocinio si terrà conto soltanto della qualifica di mediatore e non anche dell’eventuale attività professionale svolta.
I tirocinanti assisteranno alla seduta tenuta dal mediatore designato senza svolgere alcuna attività. Potranno assistere direttamente o eventualmente in audio-video conferenza.
Tutti i tirocinanti firmeranno per ogni “seduta di mediazione” cui prenderanno parte l’impegno alla riservatezza nei modi previsti dalle leggi vigenti e dal presente regolamento.
Il tirocinio sarà svolto presso la sede centrale dell’AIMAC o previa autorizzazione di quest’ultima e secondo le direttive da essa indicate presso una delle sedi secondarie.

ALLEGATO I.
TARIFFE PER IL SERVIZIO DI MEDIAZIONE
a. Il presente allegato costituisce parte integrante del regolamento.
b. Il valore della lite è, di norma, quello indicato nella domanda di Mediazione.
c. Criteri di determinazione dell'indennità
1. L'indennità comprende le spese di avvio del procedimento e le spese di mediazione.


2. Per le spese di avvio, a valere sull’indennità complessiva, è dovuto da ciascuna parte un importo di euro 40,00 o di euro 80,00 – come precisato più in basso – che è versato dall’istante al momento del deposito della domanda di mediazione e dalla parte chiamata alla mediazione al momento della sua adesione al procedimento. 


3. Per le spese di mediazione è dovuto da ciascuna parte l'importo indicato nella tabella A allegata al presente regolamento.


4. L'importo massimo delle spese di mediazione per ciascun scaglione di riferimento, come determinato a norma della medesima tabella A: 


a) può essere aumentato in misura non superiore a un quinto tenuto conto della particolare importanza, complessità o difficoltà dell'affare;


b) deve essere aumentato in misura non superiore ad un quarto – come da D.M. 145/2011 – in caso di successo della mediazione;

c) deve essere aumentato di un quinto nel caso di formulazione della proposta ai sensi dell’articolo 11 del decreto legislativo;


d) deve essere ridotto di un terzo nelle materie di cui all’articolo 5, comma 1 bis, del decreto legislativo 28/2010, per i primi sei scaglioni e della metà per i restanti, salva la riduzione prevista dalla lettera e) dell’art. 16 del D.M.145/2011, e non si applica alcun altro aumento ad eccezione di quello previsto dalla lettera b del presente articolo e come disposto dal D.M. n.145/2011;

e) deve essere  limitato ai diritti di segreteria, previsti per lo scaglione di riferimento, quando non si entra nel merito della questione discussa dinanzi al mediatore. 


5. Si considerano importi minimi quelli dovuti come massimi per il valore della lite ricompreso nello scaglione immediatamente precedente a quello effettivamente applicabile; l'importo minimo relativo al primo scaglione è liberamente determinato. 


6. Gli importi dovuti per il singolo scaglione non si sommano in nessun caso tra loro.


7. Il valore della lite è indicato nella domanda di mediazione a norma del codice di procedura civile. 


8. Qualora il valore risulti indeterminato, indeterminabile o vi sia una notevole divergenza tra le parti sulla stima, l'organismo decide il valore di riferimento sino al limite di €uro 250.000,00 (duecentocinquantamila/00) e lo comunica alle parti. In ogni caso se all’esito del procedimento di mediazione il valore risulta diverso, l’importo dell’indennità è dovuto secondo il corrispondente scaglione di riferimento.

9. Le spese di mediazione sono corrisposte prima dell'inizio del primo incontro di mediazione.
La parte istante all’atto del deposito dell’istanza di mediazione sarà tenuta al pagamento di €uro 40,00 per gli scaglioni fino ad €uro 250.000,00 o €uro 80,00 per gli scaglioni oltre €uro 250.000,00, per i diritti di segreteria oltre IVA.
In caso di adesione anche di una sola delle controparti, istanti ed aderenti al procedimento di mediazione, saranno tenuti al pagamento di quanto previsto dal tariffario per lo scaglione di riferimento ai sensi del combinato disposto del D.Lgs. n. 28/2010, D.M. n. 180/2010 – come modificato dal D.M. 139/2014 – e D.M. n. 145/2011, anche ad esito del primo incontro non appena le stesse affrontino o esplichino il merito della questione al mediatore.
In ogni caso nei casi di cui all’art. 5 del D. Lgs. N. 28/2010, l’Organismo ed il mediatore non possono rifiutarsi di svolgere la mediazione.

10. Le spese di mediazione comprendono anche l'onorario del mediatore per l'intero procedimento di mediazione, indipendentemente dal numero di incontri svolti. Esse rimangono fisse anche nel caso di mutamento del mediatore nel corso del procedimento ovvero di nomina di un collegio di mediatori, di nomina di uno o più mediatori ausiliari, ovvero di nomina di un diverso mediatore per la formulazione della proposta ai sensi dell’articolo 11 del decreto legislativo. 


11. Le spese di mediazione indicate sono dovute in solido da ciascuna parte che ha aderito al procedimento.


12. Ai fini della corresponsione dell’indennità, quando più soggetti rappresentano un unico centro d’interessi si considerano come un’unica parte. 


13. Gli organismi diversi da quelli costituiti dagli enti di diritto pubblico interno stabiliscono gli importi di cui al comma 3, ma restano fermi gli importi fissati dal comma 4, lettera d),  per le materie di cui all’articolo 5, comma 1 bis , del decreto legislativo. Resta altresì ferma ogni altra disposizione di cui al presente articolo.

14. Le spese vive di ogni procedimento, e cioè le spese di spedizione, notifica o ogni altra spesa sostenuta dall’organismo di mediazione, sono poste in solido a carico delle parti o della parte che hanno preso parte al procedimento, oltre le spese dovute per indennità.
Le spese di convocazione ammontano ad euro 10 (dieci) per ogni persona fisica o giuridica da convocarsi.

Spese di Avvio o Diritti di Segreteria

€ 40,00 per gli scaglioni fino ad € 250.000,00
€ 80,00 per gli scaglioni a partire da € 250.000,00

Le spese di avvio sono versate dalla parte al momento del deposito della domanda di Mediazione. L’altra parte le verserà al momento della adesione.

SPESE DI MEDIAZIONE

Valore della lite 

Svolgimento dell'incontro

di mediazione (per parte)

Fino a € 1.000

€ 65

Da € 1.001 a € 5.000

€ 130

Da € 5.001 a € 10.000

€ 240

Da € 10.001 a € 25.000

€ 360

Da € 25.001 a € 50.000

€ 600

Da € 50.001 a € 250.000

€ 1.000

Da € 250.001 a € 500.000

€ 2.000

Da € 500.001 a € 2.500.000

€ 3.800

Da € 2.500.001 a € 5.000.000

€ 5.200

Oltre € 5.000.000

€ 9.200


Si evidenzia che:
- al fine del pagamento delle indennità, quando più soggetti rappresentano un unico centro di interessi si considerano come un’unica parte.
- le tariffe si intendono IVA ESCLUSA.

Il Presidente
Prof. Avv. Natale Ferrara

Il Vicepresidente e Segretario Generale
Avv. Ciro Ascione


NORME DI COMPORTAMENTO PER I MEDIATORI
Ispirate al codice deontologico approvato dall’UIA (Unione Internazionale degli Avvocati) nella sessione del 2 aprile 2002, e adattate alla conciliazione amministrata dalle CCIAA italiane.

Tutti coloro i quali svolgono il ruolo di mediatore sono tenuti all’osservanza delle seguenti norme di comportamento.
1. Il mediatore deve essere formato adeguatamente e deve mantenere ed aggiornare costantemente la propria preparazione in tecniche di composizione dei conflitti. Il mediatore deve rifiutare la nomina nel caso in cui non si ritenga qualificato.
2. Il mediatore deve comunicare (1) qualsiasi circostanza che possa inficiare la propria indipendenza (2) e imparzialità (3) o che possa ingenerare la sensazione di parzialità o mancanza di neutralità (4).
Il mediatore deve sempre agire, e dare l’impressione di agire, in maniera completamente imparziale nei confronti delle parti e rimanere neutrale rispetto alla lite. Il mediatore ha il dovere di rifiutare la designazione e di interrompere l’espletamento delle proprie funzioni, in seguito all’incapacità a mantenere un atteggiamento imparziale e/o neutrale.
3. Il mediatore deve assicurarsi che, prima dell’inizio dell’incontro di mediazione, le parti abbiano compreso ed espressamente accettato:
- le finalità e la natura del procedimento di mediazione / conciliazione;
- il ruolo del mediatore / conciliatore e delle parti;
- gli obblighi di riservatezza a carico del mediatore e delle parti.
4. Il mediatore deve svolgere il proprio ruolo con la dovuta diligenza, indipendentemente dall’importo e dalla tipologia della controversia.
5. Il mediatore non deve esercitare alcuna pressione sulle parti.
6. Il mediatore deve mantenere riservata ogni informazione che emerga dalla mediazione o che sia ad essa correlata, incluso il fatto che la mediazione debba avvenire o sia avvenuta, salvo che non sia altrimenti previsto dalla legge o da motivi di ordine pubblico.
Qualsiasi informazione confidata al mediatore da una delle parti non dovrà essere rivelata alle altre parti senza il consenso della parte stessa e sempre salvo che riguardi fatti contrari alla legge.

(1) Il mediatore deve rendere edotte le parti riguardo qualsiasi circostanza che possa influenzare la propria indipendenza, imparzialità e neutralità, anche se questa possa, di fatto, non influire sulla correttezza nei confronti delle parti. L’esistenza delle suddette circostanze non implica automaticamente l’inadeguatezza a svolgere il ruolo di mediatore.
(2) Indipendenza significa assenza di qualsiasi legame oggettivo (rapporti personali o lavorativi) tra il mediatore ed una delle parti.
(3) Imparzialità indica un’attitudine soggettiva del mediatore / conciliatore, il quale non deve favorire una parte a discapito dell’altra.
(4) Neutralità si riferisce alla posizione del mediatore, il quale non deve avere un diretto interesse all’esito del procedimento di mediazione.

(4) Neutralità si riferisce alla posizione del mediatore, il quale non deve avere un diretto interesse all’esito del procedimento di mediazione.

Il Presidente

Il Vicepresidente Segretario Generale Tesoriere

Prof. Avv. Natale Ferrara 

Avv. Ciro Ascione

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