Mediazione

La Mediazione è una procedura di risoluzione delle controversie in base alla quale una terza persona imparziale, il mediatore, assiste le parti in conflitto guidando la loro negoziazione e orientandole verso la ricerca di accordi reciprocamente soddisfacenti.

Se le parti raggiungono una soluzione, esse sottoscrivono un accordo che ha valore di contratto, nonché - in caso di omologa - di titolo esecutivo nell’eventuale futuro giudizio.

Se, invece, non riescono a comporre il conflitto, esse possono abbandonare il procedimento in qualsiasi momento. I vantaggi di questa procedura sono: la rapidità dei tempi di risoluzione della controversia, la semplicità del procedimento, i costi da sostenere ridotti e predeterminati e la riservatezza della procedura.

Le caratteristiche più importanti della mediazione sono:

a) La imparzialità Il conciliatore è un terzo imparziale, nel senso che non può avere interessi in comune con nessuna delle parti, né con l’oggetto della controversia, rispetto al singolo procedimento che sta mediando.

b) E’ una procedura rapida: Mentre la durata media di un giudizio civile ordinario si protrae per anni, il tentativo di conciliazione può consentire una risoluzione anche in una sola seduta, in ogni caso non supera i quattro mesi.

c) Creatività Ogni accordo può essere modellato sulla misura degli interessi e dei bisogni delle parti.

d) Preserva la riservatezza: Nulla di ciò che emerge dalle udienze di mediazione potrà essere rivelato dagli operatori neutrali né dai loro ausiliari. La riservatezza è una caratteristica fondamentale della mediazione che l’Organismo garantisce. Volendo può essere firmato prima dell’inizio delle sessioni un "Accordo di Riservatezza".

e) Autocomposizione: Le parti hanno un’equa opportunità di esprimere la loro visione del disaccordo e di ascoltarsi reciprocamente; sono loro stesse (e non un terzo) a decidere la portata del loro accordo e le modalità di formalizzazione.

f) E’ economica: Si pagano solo le spese di mediazione ( comprensive degli onorari del mediatore) che hanno un costo fisso ed i diritti di segreteria; non si devono pagare né le tasse giudiziarie, né altri costi addizionali, se non sulla base di specifiche richieste delle parti.

g) Autonoma Se le parti non arrivano ad un accordo non perdono alcun diritto e possono avviare una causa giudiziaria. Nel caso che la conciliazione si concluda col raggiungimento di un accordo totale o parziale, questo avrà valore di contratto – ed in caso di omologa con forza di titolo esecutivo - e le parti si impegneranno a dare esecuzione al medesimo nei termini da loro stabiliti.

h) Direzione della procedura ad opera del mediatore: Il mediatore è un terzo imparziale, con la preparazione sufficiente ad applicare tecniche speciali che aiutino ad ascoltare, valutare e creare alternative.

i) Credito d’imposta e vantaggi fiscali: Ex artt. 17 e 20 del D.Lgs. n. 28/2010 alle parti che attiveranno un tentativo di mediazione è riconosciuto un credito d’imposta commisurato all’indennità pagata fino ad € 500,00. Altresì il verbale di conciliazione è esente da imposta di registro e di bollo fino ad un valore di € 50.000,00.

I tipi di mediazione

Sono stati previsti, essenzialmente, tre tipi di mediazione:

    1. facoltativa, quando viene liberamente scelta dalle parti;

    2. obbligatoria dal 20.03.2011, quando è imposta dalla legge; il procedimento di mediazione deve essere esperito, a pena di improcedibilità (da eccepire nel primo atto difensivo dal convenuto, oppure dal giudice non oltre la prima udienza), nei casi di controversie relative a:

      • diritti reali;

      • divisione;

      • successioni ereditarie;

      • patti di famiglia;

      • locazione;

      • comodato;

      • affitto di azienda;

      • risarcimento del danno derivante da responsabilità medica;

      • risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità;

      • contratti assicurativi, bancari e finanziari;

    3. giudiziale (delegata), quando è il giudice ad invitare le parte ad intraprendere un percorso di mediazione (con ordinanza); l’invito potrà essere fatto in qualunque momento, purché prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa.

L’istituto della mediazione non può riguardare:

    • i procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;

    • i procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento di rito di cui all’art. 667 c.p.c.;

    • i procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all’art. 703 c.p.c., comma 3, c.p.c.;

    • i procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione, relativi all’esecuzione forzata;

    • i procedimenti in camera di consiglio;

    • l’azione civile esercitata nel processo penale.

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